La mia settimana di interazione sociale con le merde comincia stamattina sul presto, quando mando a fare in culo un decerebrato in coda in banca che sostiene l’assoluta mancanza di orgoglio tutta italiana, che spingerebbe i bianchi a considerare i neri persone normali e normalmente inseriribili e non oranghi non istruiti che mettono a repentaglio gli equilibri sociali di questo evolutissimo stato.
Lo fa dall’alto dei suoi studi elementari fieramente ostentati, e, nonostante faccia fatica a pronunciare la parola “promiscuità”, mi sorprende quando mette insieme “segregazione” e “razziale” e non sbaglia.
Stamattina in banca ci sono andata per pagarmi gli studi, ma ho varcato quella porta con uno sconforto tristemente ricorrente e con la voglia di sedermi in macchina e piangere. Poi sono tornata indietro e, al grido di “immolati per la patria, stronzo e vattene in India a fare le treccine ai tuoi marò”, ho salutato tutti.


Reazione allergica all’eyeliner nuovo e mi ritrovo gli occhi a fessetta più belli del mondo. Sembro una talpa asiatica con la cataratta.
Il direttore del mio coro, un uomo astuto e dall’intelligenza intuitiva, dice che potrei cantare con gli occhiali da sole alle nove e mezzo di sera in una chiesa gotica stracolma di ceri senza per questo suscitare clamore.
Ma mia madre, che è più disillusa ed anche la voce del mio cuore, suggerisce il bendaggio a strati e l’autoflagellazione.


Carmina Burana - O fortuna

Le patatine in mano e i deliri di onnipotenza.


rispostesenzadomanda:

TGIF, party hard!

Circe.

rispostesenzadomanda:

TGIF, party hard!

Circe.

(via buiosullelabbra)


Se sono poco produttiva è sostanzialmente colpa:
a) degli altri che non mi incitano abbastanza;
b) degli altri che, quando mi incitano, poi finiscono per sfasciarmi le palle;
c) degli altri che producono, mi fanno sentire a disagio e contribuiscono alla spinta verso il tepore del mio molto poco produttivo letto;
d) degli altri che mi rimproverano la storia del letto e trasformano la mia improduttività in una questione di principio;
e) degli altri che, pur conoscendo la vastità insana del mio orgoglio, non fanno il primo passo.






Come si dice ad una madre (napoletana, per giunta. La madre per antonomasia) che il figlio avrebbe bisogno del sostegno scolastico senza essere linciati/denunciati/insultati/uccisi?


La mia insegnante di canto è una donna sagace: dice che la voce è lo specchio dei sentimenti, il riflesso del nostro profilo caratteriale, la figlia dei nostri timori sociali e che stasera mi trova assente.
“Cos’hai?”
“Sa com’è? L’università, la famiglia, la salute”
Mia madre sta per fare la pizza cicoli e ricotta e ho paura che dimentichi il pepe.



Il mondo manca di sensibilità artistica e forse io mancherò di tatto, ma se tu non riesci a concepire come abbia fatto uno come Van Gogh a diventare “famoso” inguarchiando le tele coi girasoli che tua cugina di tre anni sa fare meglio, mi spieghi come possa io esimermi dal mandarti a fare in culo in mezzo allo scintillante stuolo dei tuoi consimili?
La gente mi rattrista.


spettriedemoni:

miaeffe:

Cotolette di melanzane che aspettano di crepare nell’ olio e di immolarsi per amore di tutti.
Ma non per voi.

OK dico una cosa forte: detesto le melanzane e per quel che mi riguarda possono crepare nell’olio o sfracellandosi da una rupe.

Tu.non.puoi.farmi.così.tanto.del.male.con.un.reblog.

spettriedemoni:

miaeffe:

Cotolette di melanzane che aspettano di crepare nell’ olio e di immolarsi per amore di tutti.

Ma non per voi.

OK dico una cosa forte: detesto le melanzane e per quel che mi riguarda possono crepare nell’olio o sfracellandosi da una rupe.

Tu.non.puoi.farmi.così.tanto.del.male.con.un.reblog.


frammentidipizza la maronna approva.
passengerofnothing e yuniesempere mettete su una band!